Rione Finalmarina

Marina, con il suo centro storico e la parte a mare, si presenta come centro di turismo sia nel periodo estivo che in quello invernale, anche per il fatto che vi si riscontra la maggiore densità di attività commerciali e turistico-ricettive. Per molti secoli base commerciale per i traffici marittimi, prima del Marchesato e dal XVII sec. della Spagna che aveva nel Finale la sua base logistica per raggiungere i domini Milanesi e nel sud d'Italia, il rione si estende in riva al mare, dal Capo Caprazoppa ai contrafforti di Castelfranco, con alle spalle il monte Gottaro. Il suo impianto urbanistico storico è impostato su tre schiere di abitazioni parallele al litorale; la prima struttura urbana civile risale al XV sec. per espandersi nel XVII sec. con il cambiamento della situazione economica favorita dalla presenza spagnola. Nei secoli successivi e particolarmente negli ultimi decenni, l'urbanizzazione ha invaso i terreni coltivati ad uliveto sul Gottaro. Il centro delle sue attività, è sempre stata l'antica "Platea Magna" oggi piazza Vittorio Emanuele II: nata come scalo marittimo commerciale nel periodo tardomedievale, si presenta come un ampio spazio regolare, delimitato a monte da un porticato quattrocentesco sul quale si sovrappongono i palazzi Ferri e Mendaro, mentre verso il mare si eleva l'arco Margherita Spagna, costruito nell'occasione del passaggio all'infanta di Spagna da Finale nel 1666. L'altra principale piazza di Marina è quella di S. Giovanni Battista dove sorge l'omonima Collegiata. Iniziata nel 1619 e consacrata nel 1675, presenta una ricca e movimentata facciata con un frontespizio di Nicolò Barella, ornato da statue e stucchi di Bartolomeo Bagutti; nel vasto interno (è la più grande chiesa della diocesi di Savona) a croce latina ripartito a tre navate a colonne binate si conservano pitture e affreschi di Gerolamo Brusco, Giuseppe Passano, Domenico Bocciardo, Giovanni Battista Merano, una statua lignea di Antonio Brilla raffigurante il Cristo e S. Pietro.
L'antica porta d'entrata a Marina è segnata a levante dall'arco di Carlo Alberto, eretto nel 1836 in occasione del suo passaggio e dell'inizio dei lavori al traforo della Caprazoppa, come riportato nella parte superiore del manufatto. Maestosi palazzi adornano le piazze e le strade: in via C. Colombo palazzo Locella del XVI sec.; in via A. G. Barrili i palazzi Buraggi, Battaglieri Cosmelli e Grossi; in via Roma il palazzo Rossi, Malvasia, De Ferrari con il sontuoso atrio e scale adornati di busti in marmo e il fronte posteriore dei palazzi Ferri e Mendaro; in via E. Rossi, palazzo Ruffini; in via T. Pertica i due palazzi Buraggi (uno dei quali ha sede il Comune di Finale Ligure) e il palazzo Burone - Lercari; in via Ghiglieri il palazzo-villa De Raymondi ed il palazzo Ghiglieri sede del Liceo scientifico; in via Torino il Teatro Sivori, ultimato nel 1868 e in attesa di restauro; in via Concezione, palazzo Buraggi con la sua massiccia volumetria dell'avancorpo che scavalca la via medesima, opera del tardo cinquecento. Come testimonianza della fede dei Finalesi troviamo, oltre la citata Basilica, in via Colombo la vetusta chiesa di S. Maddalena de Pazzi, già sede dell'oratorio della Confraternita dei Neri e fuori del centro storico di Marina in via Brunenghi l'antica chiesa plebana di S. Giovanni Battista, oggi occupata dai PP. Cappuccini. La parte orientale della Marina è dominata dalla mole di Castelfranco: costruito dai genovesi nel 1635, ha subito delle modifiche nei periodi successivi alla prima costruzione fino alla parziale demolizione avvenuta negli anni '50. Biglietto da visita di questo rione dall'inizio del secolo XX è il viale denominato delle Palme (ora Lungomare Migliorini), sviluppato lungo l'arenile e composto da due percorsi pedonali circondati da giardini.